
20) Orazio. Gli odiati cipressi.
    Ancora sulla brevit della vita e sulla certezza del destino
finale. La morte accomuna ricchi e poveri, dimostrando cos
l'inutilit di accumulare richezze in questa vita

Carminum secondo, 14 (vedi manuale pagina 197).

    1   Eheu fugaces, Postume, Postume,
    2   labuntur anni nec pietas moram
    3       rugis et instanti senectae
    4           adferet indomitaeque morti:
    5   non si trecenis quotquot eunt dies,.
    6   amice, places inlacrimabilem
    7       Plutona tauris, qui ter amplum
    8           Geryonen Tityonque tristi
    9   compescit unda, scilicet omnibus,
    10  quicumque terrae munere vescimur,
    11      enaviganda, sive reges
    12          sive inopes erimus coloni.
    13  Frustra cruento Marte carebimus.
    14  fractisque rauci fluctibus Hadriae,
    15      frustra per autumnos nocentem
    16          corporibus metuemus Austrum.
    17  Visendus ater flumine languido.
    18  Cocytos errans et Danai genus
    19      infame damnatusque longi
    20          Sisyphus Aeolides laboris.
    21  Linquenda tellus et domus et placens.
    22  uxor, neque harum quas colis arborum
    23      te praeter invisas cupressos
    24          ulla brevem dominum sequetur.
    25  Absumet heres Caecuba dignior.
    26  servata centum clavibus et mero
    27      tinget pavimentum superbo,
    28          pontificum potiore cenis.


1.  Fugaci, o Postumo, ahim Postumo,.
2.  gli anni scivolan via, e non c' preghiera.
3.  che arresti le rughe e la vecchiaia che avanza.
4.  e la morte che vince sempre:
5.  trecento tori ogni giorno sull'ara.
6.  non ti faran grato a Plutone.
7.  - mai ha versato una lacrima -.
8.  che tien prigionieri Tizio e Gerione.
9.  al di l di quel nero torrente che tutti.
10. che dalla terra traiam nutrimento.
11. di certo dovrem traversare: i re.
12. e il pi triste bracciante.
13. Lontani invan ci terremo da Marte cruento.
14. e dal frangersi d'onde del roco Adriatico;
15. invano d'autunno fuggiremo l'insalubre.
16. vento di Austro che debilita i corpi.
17. Certamente vedremo del Cocito lento.
18. correre la nera corrente e l'infame progenie.
19. di Danao e l'Eolide Sisifo dannato.
20. all'eterna fatica.
21. Lasciare la terra, la casa e l'amata.
22. consorte: nessuno degli alberi che ora coltivi.
23. nessuno se non gli odiati cipressi.
24. seguir il padrone dalla vita s breve.
25. Un erede pi furbo berr il tuo Cecubo,.
26. che con cento chiavi hai protetto, per terra.
27. sparger il vino schietto e generoso, migliore.
28. di quello che bevono a cena i Pontefici

 (traduzione di L. A.).

